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REPORT DI VIAGGIO | TUNISIA 2008 Ritorno nell'Erg Orientale

E' stata un'esperienza da ripetere! Unanimi i consensi dei partecipanti alla spedizione che il BMW Motorrad Club Siracusa ha organizzato in terra d'Africa. Il prologo è avvenuto dal porto di Palermo dove il gruppo si è radunato. Dieci moto tutte GS nelle varie versioni. Il traghetto ha attraccato in orario nel porto de La Goulette. Rifornimento e via! Il profondo Sud ci attende... Unica tappa intermedia El Jem: non si può bypassare lo splendido anfiteatro romano e prendere confidenza con la cucina locale. La temperatura è ottimale e le strade sono poco trafficate. Sfax poi Gabes e finalmente Matmata. 550 i km percorsi. La cittadina troglodita vista al tramonto è davvero un'emozione per i colori che l'ammantano. Le caratteristiche abitazioni berbere scavate sottoterra hanno però perso il fascino di un tempo. Tutto è organizzato in funzione dei turisti…
Il mattino seguente il programma prevede la visita dei villaggi berberi. Un tempo erano collegati con piste in terra battuta, adesso l'asfalto è dappertutto. Peccato, ma è il progresso… Toujane è incastonata nella vallata, i bambini ci vengono incontro festanti. Gli altopiani che percorriamo ci aprono paesaggi straordinari. Prima di Metameur imbocchiamo la strada per Ksar Hallouf. Attraversiamo un villaggio semi abbandonato. La strada dissestata conduce allo splendido sito berbero in cima ad un colle: rimaniamo senza parole per la bellezza dello ksar e dei luoghi. Il custode del sito ci offre dei rametti di una pianta aromatica. Imbocchiamo la pista per Beni Khaddeche e poi Ksar Hadada. Quello che era uno degli ksar più belli è stato di recente devastato da improvvidi restauri. Una delusione. Proseguiamo per Guermessa. Il villaggio oramai abbandonato sorge su una imprendibile altura. La pista è molto difficile per le pesanti GS, curve strette in forte pendenza e pietre…qualcuno cade, altri rinunciano per la proibitiva salita.
La discesa è ancora peggiore. Ma ne valeva la pena essere lì! Pur conoscendo il luogo non finisco di meravigliarmi per la straordinarietà dei paesaggi. Arriviamo a Chenini. Una breve sosta in albergo e un buon piatto di cous cous è quello che ci voleva per riprendere energie. Raggiungiamo la Moschea dei Sette Dormienti nascosta dietro un colle. E' stata di recente imbiancata, ma non ha perso quell'aura di misticismo che la caratterizza. Proseguiamo per l'isolato villaggio di Doiret. Abbarbicato in una collina, a stento si distingue dalle montagne vicine. Il giorno successivo ci dirigiamo a Sud. A 20 km. da Tataouine c'è uno dei più belli ksar da visitare di tutta la Tunisia: Ksar Ouled Soltane. Le aspettative non vengono tradite. Entriamo nella pista per Ksar Ghilane. Il divertimento inizia. Anche le cadute. Il fondo in molti tratti è inconsistente per la forte presenza di sabbia. La ruota anteriore affossa facilmente e se la trazione non è sufficiente e le braccia reattive… è facile immaginare le conseguenze. L'imperdibile thè al Cafè des Nomades è una buona occasione per riposarsi in mezzo al nulla. Il caldo si fa sentire, i tuffi nella sabbia aumentano come la temperatura. L'allegra compagnia (della spinta) è stanca ma felice. L'oasi infine ci appare come il materializzarsi di un miraggio e per qualcuno… come una liberazione.

Il laghetto termale è meta di una rumorosa comitiva di (belle) donne amanti dei rally. Relax sotto le palme. Incontriamo un gruppo di motociclisti di Palermo anche loro a caccia di sensazioni forti. Decidiamo di partire, puntiamo a Douz. L'andatura imposta dal tirannico apripista (Ich) è veloce ma ciononostante la grande pista sulla pipeline adesso è un lungo, noioso rettifilo di asfalto. Che peccato! I 90 km di pista un tempo si percorrevano con una certa difficoltà per la forte presenza di sabbia ma quando di arrivava al bivio ci si sentiva sollevati. La forcella della frizione del vecchio 1100 GS di Tanino cede all'improvviso. Un bel guaio! Ma ad un giovane bravo meccanico basta un calibro e qualche ora per rifare il pezzo al tornio e consegnare nella stessa serata la moto riparata! Ci siamo chiesti se lo stesso inconveniente fosse capitato in Italia quanto avremmo dovuto aspettare… Superiamo Kebili. La grande depressione naturale del Chott el Jerid si materializza gradatamente. Dapprima il marrone domina l'orizzonte, poi il bianco del sale ci abbaglia inesorabilmente. Il lunghissimo rettifilo sembra non finire mai. L'autobus è lì, meta come sempre dei pellegrinaggi dei motociclisti. Ci fermiamo per scattare le foto di rito e percorrere qualche chilometro in direzione Sud. Sale, sale e ancora sale. .Nient'altro che sale e l'azzurro del cielo. Una sensazione unica. Arriviamo a Tozeur. Il centro della cittadina è molto vivace. Visita al mercato, poi ai negozi lungo la via principale. Qui l'appuntamento è con i famosi datteri Deglet en Nour. Una scorpacciata per surrogare il pranzo e poi partenza verso le oasi. Il colore violaceo delle montagne all'orizzonte ed una macchia di verde lontana ci preannunciano Chebika. Le gole piene di palmizi sono uno scenario inconsueto, fantastico. La calura si fa sentire, seguiamo a piedi il percorso che conduce alla cascata, poi un laghetto. Qualcuno azzarda un tuffo… stavolta in acqua, ma nudo (!) col rischio di farsi "attaccare"… Tutto intorno il contrasto dei colori è stupefacente. Una fresca bibita è quello che ci vuole prima di ripartire alla volta di Tamerza non prima di aver scambiato però, qualche battuta con colleghi tedeschi. Siamo vicinissimi al confine con l'Algeria. Ci fermiamo ancora per ammirare l'incredibile paesaggio. La stanchezza non si sente di fronte a quello che abbiamo davanti a noi.
Una sosta a Mides è d'obbligo per ammirare le splendide gole profonde 60 metri. Ci sono pochissimi turisti. Magnifico! Decidiamo di saltare Gafsa. Puntiamo diritto per Kairouan. Trecento chilometri ci separano dalla quarta città santa dell'Islam. Senza indugiare, percorriamo l'altipiano, il sole del pomeriggio illumina di una luce incredibile la pianura di Gafsa e le sue montagne. Bellissimo! L'andatura è tosta ma senza rischi. Il gruppo è compatto la guida scorrevole. Problemi zero. Arriveremo all'imbrunire. L'Hotel La Kasbah è splendido. Una seduta di massaggi ci allevia i 525 chilometri percorsi. Poi il mattino seguente, la vecchia Medina della città ci accoglie con suoni, colori ed odori che sembrano appartenere ad altri tempi. E' tempo di shopping. Attraverso i meandri della medina, raggiungiamo la Grande Moschea di Sidi Oqba. E' un must irrinunciabile. La visita è limitata all'immenso cortile. L'interno è vietato ai non musulmani. Il mihrab si intravede all'interno in una selva di bellissime colonne che si elevano su un pavimento completamente coperto da tappeti. Proseguiamo verso Nord. Quindi Sousse, poi Monastir. Dalle sabbie del deserto all'azzurro del mare. Una sosta nei pressi del Ribat aglabita dell'VIII secolo è di rito. Poi di volata all'imbarco. Le cose belle peccato durano poco! Arrivederci Tunisia.

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